VECCHI INIZI

Quando ho iniziato a scrivere per creare questo blog, non ho volutamente scritto nulla su come avrei utilizzato questo blog. Semplicemente non sapevo dove mi avrebbe portata.

Ho sempre avuto un diario dove scrivevo quello che mi passava per la testa o come mi sentivo in un determinato momento. Devo dire che ho sempre preferito la carta e la penna alla tastiera, tuttavia il web ha le sue seduzioni. In primo luogo devi trovare le cose di proposito e quindi è difficile che qualcuno lo trovi e decida di sottopormi ad un terzo grado solo perchè in un dato giorno ho scritto che mi stava sul c...!

In secondo luogo lo puoi arricchire con immagini e video è questo per una grande appassionata di media come me è una tenzazione troppo forte. 

In terzo luogo, voglio capire dove arrivo!cool Infatti io sono una che non legge i libretti d'istruzioni. Mi lancio nelle cose e imparo facendole e questa cosa del blog non l'ho mai studiata fino in fondo, anche se ho dato informatica all'università e l'esame era proprio incentrato sulla creazione di un blog! Ho barato quella volta. Lo faccio sempre quando ritengo di avere dei limiti. Fingo che non ci siano ed essendo una brava attrice di solito mi credono. 

Qui però non fingerò, scriverò esattamente quello che penso e quello che vedo. Un luogo della sincerità, dove posso esprimere me stessa senza filtri, senza paure e senza vergogna, nel solo modo che conosco da quando mi ricordo: scrivere.

Scrivere è sempre stato fondamentale per me, ho sempre scritto e invece ultimamamente lo faccio di rado e devo ammettere che mi sono un pò persa. Non ho più un dialogo con me stessa e questo mi fa sentire vuota e molto sola. Forse ho passato tutta la mia vita ad inseguire i sogni sbagliati e quello che avrei dovuto fare era acsoltare la prof di lettere alle medie che mi diceva sempre:< scrivi!="" hai="" il="" talento="" della="" penna="" ed="" è="" questo="" che="" devi="" fare="" nella="" vita.="" scrivere!="">>.

Non lo so, forse aveva ragaione ma al momento scrivo per me e poi col tempo chi lo sa, potrei decidere di scrivere qualcosa anche per gli altri; anche se non credo che ci sia poi una grande differenza, nessuno scrive solo per sè o solo per gli altri. Vedremo...

 

Madre Sicilia

 

Bella terra di profumi e di colori,

 col giallo dei limoni e il blu del mare.

Madre terra dalla quale tutto nasce e

 nella quale tutto muore.

L’amore che ti chiesi non mi hai dato

 perché tu, Madre, dai solo a chi

si prende con violenza ciò che vuole.

 Terra battuta da tutti e da nessuno,

l’infinito in te converge e con te si dissolve.

 

Grande Dea, generosa e divoratrice

cullata dalle onde del mediterraneo;

approdo per i deboli che in te diventano sfiniti

poiché tutto offri ma nulla doni.

             Sicilia…

Il tuo nome striscia tra i miei denti stretti;

mentre ti lascio divengo fantasma:

resta sotto il tuo bel sole in riva al tuo bel mare, il mio corpo posseduto dal tuo nome.  

L’anima anela alla sicurezza e tu sei l’incertezza.

  Sei l’ignoto metafora di vita.

Tu non hai tempo perché hai avuto troppi tempi.Tu non hai un Dio perché hai avuto troppi Dei.Tu non hai più un cuore: Te lo hanno strappato e se ne sono nutriti. Tutti.

 

Madre, quanti hanno mangiato alla tua tavola,si sono alzati sazi ed ebbri dei tuoi cibi e dei tuoi vini, dei profumi e dei colori.

Lasciando Te sola e affamata davanti ad una tavola vuota.

Ti hanno violentata, ingiuriata e disprezzata.

Ma ancora il sole ti bacia, il mare ti culla, il vento ti asciuga la fronte intrisa di sangue e fango.

Madre, quante volte ti ho urlato: ti odio!

 Invece era la rabbia di volerti dire che ti amavo!

Tu sei bella e generosa,immensa e silenziosa. Altera.

Non piangi e non ti batti.

Muori piano

giorno dopo giorno.

Un po’ per volta.

Ostinata a non cambiare,

sembri voler restare sempre uguale.

E il Santo passa per le strade

con la banda musicale.

MADRE SICILIA

Tu i figli li lasci andare,

sicura che non ti possono scordare.

Chi va prima o poi vorrà tornare.

 

                                                                       Angela Cardinale

 

 

 

 

 

Apatia vattene via!Gennaio è un mese lungo con il suo” blue Monday” e la ripresa delle attività lavorative dopo le feste. Milioni di persone sono a letto alle prese con i virus di stagione, ma c’è un virus peggiore nell’aria: L’APATIA. Breve identikit di un’apatica stagionale.

Gennaio è arrivato! Questo è un dato di fatto, i propositi per il nuovo anno, se sei stata brava, li hai già scritti e fino al 31 Dicembre eri convinta che il 2018 sarebbe stato migliore.

Poi però è arrivato giorno uno, due, tre… e così via! Man mano che i giorni di gennaio passano, ti sembra non finire più! Questo mese dalle giornate troppo corte, fredde e molto grigie sta mettendo a dura prova la tua positività? Non preoccuparti, è solo il lato oscuro dell’inverno e, a meno che tu non sia dotata di camino, buon vino e un fantastico uomo dal fascino irresistibile a portata di mano, altro non è che una stagione noiosa.  Se in questo momento ti senti come un palloncino dopo due o tre giorni che stato gonfiato: molliccia, sgonfia e accasciata in un angolo in attesa di scoppiare per la disperazione, sei  anche tu afflitta dal male del mese: L’APATIA.

L'apatia (dal greco a-pathos, letteralmente "senza emozione") è una riduzione dei comportamenti finalizzati, dovuto a un problema di espressione della motivazione.  Ovviamente  escludendo il fatto che ne siate afflitte da diversi mesi, anni o magari da tutta la vita (conosco apatici “cronici”), dovete solo resistere e insistere nel portare avanti i vostri propositi senza cedere alla voglia di andare in letargo o di mandare chiunque a quel paese mentre ve estate rintanate sul divano a vedere tutti gli episodi di un paio di stagioni di qualche serie TV su Netflix!  Ah Netflix… Netflix  rinnega tuo padre e rinuncia al tuo nome!  Ci siamo! Abbiamo una relazione stabile con una piattaforma di contenuti multimediali con la quale trascorriamo la maggior parte del nostro tempo e diventiamo delle bestie appena qualcuno interrompe la visione pur sapendo di poter mettere in pausa! Andiamo avanti così per una pio di giorni o magari di settimane fino a quando succede… È stato un attimo, mentre passavi per andare in bagno a fare la pipì, ti sei guardata allo specchio. La paura e lo sconcerto ti assalgono. Chi è quella donna sconosciuta nello specchio, con i baffi alla Zorro e il monosopracciglio? Vorrei poterti dire che non sei tu ma lo sai benissimo che è una bugia.            Sei proprio tu quella sociopatica baffuta; ma non temere sotto quella maschera di pelo un viso da donna e un sorriso cordiale può tornare a far bella mostra di sé. Come? Già  il fatto di esserti vista è una cosa ottima infatti adesso sai chi sei, puoi ricominciare da qui. Corri immediatamente a chiamare l’estetista di fiducia dicendo che hai avuto uno squilibrio ormonale,  successivamente vai dal parrucchiere e torna in palestra. So che sicuramente starai pensando che non ti va e che vuoi tornare nel divano, miracolosamente identificato con il ventre materno, ma ascoltami alza le chiappe e vai! Riprenditi la tua vita e torna ad inseguire i tuoi propositi, erano così belli. Vorrei poter dire che ci sono degli antidoti o dei modi veloci per uscire dal torpore che questo stato di “assenza” di sentimenti  ci procura ma non c’è. L’unico modo antico, scomodo e faticoso consiste nel  far leva sulla forza di volontà. La volontà, questa sconosciuta, questa capacità invidiabile che ci permette di raggiungere i nostro obiettivi se solo sapessimo esercitarla. Già perche non la vendono al supermercato in bustine orosolubili, né cresce sugli alberi. Ce l’hai dentro, tutta quella che ti serve. Devi solo tirarla fuori ma devi essere tu a decidere, prendiamoci la responsabilità della nostra vita, non lasciamo che sia lei a vivere noi, siamo noi che dobbiamo volerla vivere, fino all’ultimo respiro credendo nella bellezza dei nostri sogni nella bontà dei nostri valori. Troviamoci prima di perderci e non lasciamo mai agli altri, alle situazioni o alle nostre emozioni di pilotare la nostra vita. Non possiamo decidere cosa ci capiterà nella vita ma abbiamo due armi molto potenti : le nostre azioni e le nostre reazioni. Quelle possiamo comandarle. Ne abbiamo un guardaroba pieno e sta a noi indossare quelle giuste per ogni occasione che si presenterà. Perciò in barba alla noia o alla paranoia di qualunque cosa si tratti, rimettiamoci su, in linea con i nostri sogni e accendiamo il tasto play sul telecomando della nostra vita. Netflix può aspettare!

Oggi non è domani.

Oggi è uno di quei giorni! No non ho il ciclo, se è questo che stavate pensando. Però è un pò come se lo avessi. Non mi sento per niente brillante e ho un mal di testa martellante, potrei prendermi qulacosa. Lo farei volentieri in quanto non sono mai stata tra quelle contrarie ai farmaci e ho con la medicina un rapporto ottimo o meglio l'avevo. Mi ricordo che prendevo tutto quello che ritenevo potesse servirmi per il tipo di dolore che si manifestava in quel momento e non ho mai temuto gli effetti collaterali del mio "salvatore" clinicamente testato. Ad oggi però molte cose sono cambiate nel mio rapporto con i farmaci da banco, abbiamo avuto una crisi e li guardo con diffidenza. Così sono molto più propensa a tenermi un dolore naturale che un problema indotto da un farmaco. Per questo mi tengo questo mal di testa, per paura che un semplice analgesico possa scatenare una colite o una gastrite con cui per altro ormai da un paio d'anni convivo non troppo pacificamente!  Decido cosi di mettermi a scrivere con la presenza ingombrante di due chiodi conficcati nelle tempie che ovviamente mi portano a pensare e a vedere le cose in maniera diversa. Badate ho scritto "diversa" e non "distorta". Questo perchè ritengo che non si abbia mai una visione distorta a causa di qualcosa o qualcuno. Non in età adulta almeno. Vediamo sempre quello che vogliamo vedere, quello che riteniamo giusto e quello in cui crediamo. Vi è mai capitato di dire:

>, ecco in realtà sono veramente poche le cose che cambiano. Siamo noi a cambiare le cose anche quelle che riteniamo essere semplicemente accadute. Anche vincere una cifra al gratta e vinci non è poi del tutto casuale. Prima lo compri, poi lo gratti ed eventualmente lo vinci. Beato tu! Se però tu non l'avessi comprato di sicuro non avresti potuto vincere. Perchè ho fatto questa introduzione? Ah già, per mettere in chiaro il fatto che non sono una fatalista e credo fortemente nelle potenzialità e nella determinazione umana anche se in giornate come quella di oggi ho la dinamicità di un bradipo e l'ottimismo di Leopardi post mortem di Silvia. Però lo so che dipende da me e questo è importante. Questo modo di pensare di cui vado molto fiera non ho avuto la fortuna di ereditarlo da una famiglia felice e positiva come quella della Mulino Bianco. Me la sono costruita da sola perchè quando nasci dall'altra parte del cielo quella dove spesso piove, dove i problemi sono più delle soluzioni, le lacrime più dei sorrisi e i sogni più dei soldi le altrenative sono due: o sei sfortunato o sei solo svantaggiato. Uno svantaggio si può superare ma una sorte avversa, quella puoi solo subirla. Così ho deciso di credere alla teoria dello svantaggio e di solito mi adopero in mille modi per superarlo, ed ecco che tra uno svantaggio che va ed uno che emerge mi muovo disinvolta passeggiando per il mondo e lo guardo. Quello che vedo? Non so se è vero. In fondo vedo quello che vedono i miei occhi. I miei occhi sono veri ma quello che vedono non sempre lo è. Oggi per esempio vedono nero. Siamo a luglio eppure fuori sembra settembre, il mare è agitato e i bambini tutti rigorasamente in vacanza urlano e si annoiano ad intervalli di 30 secondi al piano di sotto. Motivo per cui non sono riuscita a dormire cercando in tal modo di migliorare il mio mal di testa. Tuttavia anche se vorrei oggi prendere a calci in culo il mondo e subito dopo spirare come la signora delle camelie, stesa in un letto disfatto sognando l'amore...Non lo faccio. Apro gli occhi, alzo il culo e vado a farmi una doccia ne approfitto per depilarmi visto che sto realmente facendo concorrenza al mio gatto sia in quanto a peli che in quanto a baffi. Dio! C' è qualcosa di terribilmente perverso nel dover sostituire la nutella con la ceretta. Di solito infatti affido a lei il compito di tirarmi su quando mi sento giù. La nutella mi riesce sempre a tirare su regalandomi quei due centimetri di felicità che vanno ad abbarbicarsi sui miei fianchi, ultimamente sulla pancia. Il che mi fa pensare che forse i miei fianchi stanno diventando affollati. Pazienza la felicità ha il suo prezzo! Tuttavia dopo l'attacco di colite di stanotte devo necessariamente ripiegare sulla ceretta e poi domani ho anche un colloquio di lavoro e non posso presentarmi trasandata e pelosa, perchè non ce l'ho al circo Orfei il colloquio e neanche allo zoo. Perciò armata di forza e  di quella autostima che in giornate come oggi sta sotto il tacco a spillo delle mie Jimmi Choo mi do una bella smossa ed esco dalla letergia che mi ha rapito. Oggi è un giorno così. Servono questi giorni. Hanno anche loro un senso. Uno scopo. Non ho ancora capito qual' è ma so che ce l'hanno.  Ma ho troppo mal di testa per pensarci oggi. Ci penserò domani! Dopotutto domani è un altro giorno.

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